Copertino
Copertino: assegnati i beni confiscati alla criminalità organizzata
sabato 7 marzo 2020

Pubblicata la graduatoria per l'assegnazione dei beni.

Il Comune di Copertino assegna i beni confiscati alla mafia: l’immobile di Piazza della Resistenza all’associazione Adsum, mentre i terreni sottratti alla criminalità organizzata sono stati assegnati alle Acli Puglia per promuovere l’apicoltura.

“Abbiamo voluto fare dei beni confiscati alle mafie assegnati alla nostra città risorse per la rigenerazione sociale di Copertino – afferma Laura Alemanno, assessore con delega alla Programmazione. Con questo avviso abbiamo inteso mettere a valore i beni confiscati per trasformarli da simbolo del potere dell’antistato in risorse per un’intera comunità”. Alemanno che spiega nel dettaglio le assegnazioni: “l’associazione Adsum si occuperà dell’immobile di Piazza della Resistenza con un progetto per l’inclusione sociale e la cittadinanza attiva, che ci restituirà un immobile riqualificato e attuerà disposizione dei cittadini servizi di welfare e innovazione sociale, dal titolo Casa (r)esistente. Qui sarà istituito uno sportello d’ascolto per la cittadinanza e uno spazio di coworking e si terranno laboratori didattici e atelier digitali, percorsi formativi, teatro sociale. Sui terreni agricoli, invece, Acli Puglia realizzerà un progetto volto all’inserimento nel settore dell’apicoltura di disoccupati, grazie al diretto coinvolgimento di imprese copertinesi che operano in questo settore e che concorreranno alla formazione dei beneficiari”.

Pubblicazione della graduatoria delle concessioni dei beni confiscati alle mafie che soddisfa anche la prima cittadina di Copertino, Sandrina Schito:“L’amministrazione crede convintamente nel vantaggio per la collettività derivante dall’assegnazione a fini sociali dei beni confiscati, anche per il valore educativo che consegue dal recupero e dal riuso di beni sottratti alle mafie e restituiti alla comunità, per promuoverne lo sviluppo sociale ed economico, a beneficio di tutti. La lotta alle mafie – conclude Sandrina Schito – dev’essere per le istituzioni anche una battaglia culturale: per questa ragione abbiamo creduto nella forza di questo avviso, che siamo certi possa rappresentare il segno del nostro impegno per mettere a valore i beni restituiti alla comunità”.